Tartarughe marine, monitorare i loro ambienti e salvaguardarle con i GIS

Le tartarughe marine sono tra le specie più a rischio di estinzione, ciò a causa dell’inquinamento del mare e della pesca selvaggia di cui a volte sono vittime.

Altro elemento di rischio è rappresentato per loro dalla difficoltà di deporre le uova in ambienti protetti che possano salvaguardare la nascita di nuovi esemplari.

È però possibile monitorare gli ambienti delle tartarughe marine e salvaguardarle grazie ai GIS.

Il pericolo per la loro vita è purtroppo diffuso in tutti i luoghi che rappresentano il loro naturale habitat, a partire dall’Australia. Infatti, secondo un’analisi condotta dal WWF Australia, le tartarughe marine stanno vivendo proprio in quei luoghi un momento difficile, ciò perché il governo federale sta tentando la più grande opera di rimozione delle protezioni marine nella storia dell’umanità. Il Coral Sea è il luogo più colpito di gran lunga con oltre 280.000 kmq di aree protette degradate.

Gli stessi scienziati del WWF-Australia hanno avviato una dura protesta per cercare di cambiare la situazione, che è molto grave, poiché grandi distese di mare registrate nel 2012 come parchi nazionali marini, dove la pesca commerciale non è consentita, vengono declassati in zone che consentono la pesca.

In un momento in cui l’Australia ha bisogno di aumentare la protezione delle tartarughe, sta accadendo il contrario. Qualche mese fa WWF Australia ha rivelato il tracciamento satellitare, attuato tramite i GIS, che mostra che le tartarughe marine usano il Mar dei Coralli come strada principale per raggiungere la Grande Barriera Corallina. Sono stati incrociati i dati riguardanti i loro spostamenti con gli habitat noti e probabili per le tartarughe marine mappati dal Governo Australiano nella banca dati delle specie del National Environmental Significance e le differenze nelle aree all’interno dei parchi nazionali marini calcolati utilizzando gli strumenti ArcGIS. Sono state così realizzate delle mappe specifiche, che serviranno per presentare un piano di salvaguardia che possa distogliere il governo dai suoi propositi distruttivi nei confronti di questo indifeso animale marino.

In Italia la situazione delle tartarughe non è così critica come in Australia. In particolare, Lampedusa rappresenta un luogo naturale in cui esse sono curate e salvaguardate; vi è infatti un Centro di Soccorso per le tartarughe, in particolare per le caretta caretta, che annualmente ospita circa cento tartarughe marine: la maggior parte di esse viene accidentalmente catturata con gli ami e con le reti ed arriva al piccolo ospedale grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione dei pescatori di Mazara del Vallo e degli operatori a Lampedusa, fondamentale è anche il supporto delle Forze dell’Ordine con le vedette a mare della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Anche nel caso di Lampedusa l’uso dei GIS può essere una soluzione per monitorare i loro ambienti e salvaguardare le tartarughe facendo ricorso al tracciamento dei loro percorsi e dei loro habitat naturali. Con i GIS sarà così possibile studiare meglio la loro situazione, monitorarla e attuare un piano preventivo che possa servire ad aiutare le caretta caretta nei momenti di difficoltà.