GIS Open Source: Una breve carrellata

Il mondo dei software GIS ha iniziato a incuriosirmi un po’ prima di quando decidessi che sarebbe diventata la materia dei miei studi universitari. Ricordo di aver avuto un palmare, uno di quelli senza modulo telefonico integrato, stiamo parlando di una ventina di anni fa. Volevo impiegarlo durante le attività di trekking ed escursionismo.

Dati open manco a parlarne… Uno dei modi per possedere una cartografia in coordinate era semplicemente quello di… crearsela!

Come? Ad esempio, facendosi una georeferenziazione di un raster.

All’epoca esisteva un software australiano di cui al momento non ricordo il nome. Se non ricordo male era declinato nella versione da tablet e consentiva l’editing proprio per georiferire i raster. Questo evento mi spinse nella ricerca di qualcosa di più funzionale e organico.

Arrivai così a QGis che anche se affiancato ad altri strumenti anche non open, non ho mai più abbandonato.

Qgis (o Quantum Gis) è il software open source di tipo GIS forse più utilizzato e comune. Le esigenze che vengono soddisfatte nello scegliere questo strumento sono:

  • una grande comunità che lo supporta
  • presenza di numerosi tutorial sia scritti che video (autoformarsi con Qgis è un’attività del tutto possibile)
  • la presenza di numerosissimi plug-in resi disponibili dall’ampia comunità
  • scrivere estensioni, plugin e personalizzazioni varie è un’attività “semplice”
  • esiste da una ventina d’anni, ha quindi raggiunto una certa maturità
  • gli enti e le organizzazioni che rilasciano dati geografici open (Regioni, ARPA, Ministeri, ISTAT, etc.) prevendono dati compatibili con questo software e talvolta permettono il download di un file di progetto in formato qgis
  • molti degli utilizzatori dei software gis di tipo proprietario sono passati a qgis negli ultimi anni
  • dispone di una versione server per la pubblicazione di cartografia su web. Questa feature è unica nel panorama dei software concorrenti open
  • disponibile per sistemi Windows, Linux, iOS e Android (ancora in forma sperimentale)
  • immediatezza d’uso esemplare, interfaccia amichevole
  • supporta pienamente le funzionalità di GRASS
  • utilizza poche risorse hardware
  • sviluppato in Phyton, C++ e QT

Termino qui il panegirico di Qgis 😉 ; aggiungo che per mantenere una certa obiettività di giudizio è opportuno ricordare che pur prendendo a paragone il suo diretto concorrente in ambito software proprietari in casa Esri, in talune funzionalità dimostra ancora macchinosità poca robustezza (vedi stabilità). Ricordo un file xlsx creato da me, che su tutti i Qgis (in versione 2.18) nei quali provavo a maneggiarlo, causavo il crash del sistema, cosa che su Arcgis, non si verificava.

 

Un altro sofware GIS “notevole” (in tutti i sensi) è GRASS.

Software nato in ambito militare negli USA ad inizio anni ’80, poi rilasciato in formato open source. Piccola curiosità, attualmente il centro di sviluppo ha sede a Trento. È un software multipiattaforma che richiede una certa pratica all’utilizzo prima di poter essere pienamente sfruttato.

Dispone di interfaccia grafica e di ambiente testuale. Qgis è uno dei client grafici disponibili per GRASS. Si interfaccia alle librerie proj (per le conversioni di coordinate) e gdal (per trattare i raster). Supporta pienamente l’integrazione con il software R per le analisi statistiche spinte. Molto utilizzato in ambito accademico. Con questo software a mala pena tentai di georiferire il raster di cui vi parlavo ad inizio articolo.

 

Gvsig è il terzo software open source di cui posso parlarvi, di cui ho avuto esperienza diretta fino a qualche anno fa.

Per un buon paio d’anni (diciamo tra i 5 e i 10 anni fa) avevo la sensazione che Gvsig potesse diventare quello che Qgis è oggi. Mi pare che abbia perso “la sfida”. Vanta un’età molto simile a quella del suo diretto concorrente, ma è sviluppato in java. Aveva un’interfaccia che lo rendeva simile ad ArcView, e alcune funzioni molto intelligenti: un avanzato supporto alle funzioni relative ai servizi di mapa (WMS, WFS, ecc ecc) e avanzate funzioni di topologia di rete destinate al calcolo dei percorsi.

Anche Gvsig vanta l’integrazione con un software per l’analisi statistica da applicarsi in ambito territoriale: Sextante.

In diverse occasioni, quando mi misi a testarne le caratteristiche, ne rimasi positivamente sorpreso, ma poi, trovandomi a lavorare quasi sempre in un gruppo di lavoro, dovetti cedere il passo ai software del mondo ESRI e a QGis. Questo episodio, mi pare possa racchiudere un po’ le sorti di ciò che si è verificato. Il supporto offerto dalla comunità relativamente a QGIS è nettamente superiore. Pertanto, a livello pratico, chiunque si sia trovato ad affrontare un problema pratico ed abbia effettuato un minimo di ricerche sul come affrontarlo e risolverlo, non abbia potuto fare a meno di trovare in QGis la migliore alternativa, ovvero il più ampio supporto.